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Hotel diffuso ad alta quota

testo a cura di: Laura Ragazzola

Con l’ampliamento del Rifugio Zallinger all’Alpe di Siusi nasce un nuovo modello di ospitalità. Nel segno di un turismo responsabile. Esemplare intervento di recupero storico e paesaggistico in un contesto di alta montagna. I fienili del XIX secolo rinascono come mini chalet, che restituiscono il fascino di un villaggio alpino. La tradizione altoatesina si unisce a comfort, qualità del design e sostenibilità. Certificazione ClimaHotel e nuovo piano di mobilità a massima tutela dell’ambiente.

Migliorare qualità e capacità ricettiva di un’antica struttura alberghiera d’alta montagna senza alterare il delicato equilibrio paesaggistico e ambientale, ma al contrario creando valore estetico e sostenibilità: questo l’obiettivo che si è posto noa* (network of architecture) progettando l’ampliamento del Rifugio Zallinger nel comprensorio dell’Alpe di Siusi. L’intervento, portato a termine nel 2017, ha creato nuovi spazi senza alterare i volumi esistenti, e nel contempo ha restituito allo storico insediamento la caratteristica di piccolo villaggio che aveva alle origini. Non solo. Attraverso le soluzioni e i materiali adottati, ha saputo ricreare la magia di quell’epoca, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle tradizioni.
Anche in questo progetto abbiamo cercato di far emergere quel forte rapporto tra architettura e contesto che caratterizza tutti i nostri lavori.
(Stefan Rier)
Il Rifugio Zallinger, aperto a metà del XIX secolo a 2200 metri sotto il Sassopiatto, era anticamente circondato da sette fienili e una piccola chiesa. Successivamente i fienili erano stati sostituiti da un’unica grande costruzione (1880), che nel tempo aveva assunto altre funzioni. L’intervento di ampliamento è stata l’occasione per far rivivere l’assetto originario, procedendo, oltre che alla ristrutturazione del corpo centrale dell’albergo, all’abbattimento dell’ex fienile e alla costruzione di sette nuovi chalet disposti rispettando la pianta originale del sito.
 
Anche nel disegno dei nuovi chalet, noa* ha voluto recuperare in chiave moderna le forme tradizionali degli alpeggi altoatesini. In particolare, i rivestimenti esterni che avvolgono gli chalet sono realizzati con blocchi di legno massello appoggiati l’uno all’altro in un’alternanza di pieni e vuoti che diventa il motivo dominante del nuovo insediamento. La soluzione, ispirata alla struttura degli antichi fienili, evita i fastidiosi riflessi delle vetrate a vista, inappropriati in un contesto d’alta montagna. I pannelli in legno sono studiati per potersi aprire in corrispondenza delle ampie finestre vetrate, consentendo la vista dello spettacolare scenario alpino, mentre quando sono chiusi creano suggestivi effetti di luce e ombra nelle stanze, contribuendo al relax degli ospiti dell’albergo.
Vogliamo proporre nuovi modelli di vita e di ospitalità che da un lato recuperino forme e materiali della tradizione, dall'altro esprimano qualità del design, alti livelli di comfort, sostenibilità.
(Stefan Rier)
Sostenibilità, rispetto per la montagna, contatto diretto con la natura sono i principi che hanno guidato tutte le scelte progettuali. Per esempio, nel disegno delle nuove stanze si è fatto un uso attento dello spazio, per fornire alti livelli di comfort in metrature relativamente ridotte; per i tetti sono state usate solo scandole di legno, tipiche della tradizione altoatesina; tutti i materiali sono stati certificati e il complesso di edifici, riscaldato a pallet, ha ottenuto la certificazione Klima Hotel. Si è addirittura scelto di non illuminare i percorsi che collegano gli chalet e il rifugio, per evitare l'inquinamento luminoso e consentire agli ospiti, muniti di torce usb, di ammirare l’incanto del cielo stellato.
 
È significativo che insieme alla sistemazione del Rifugio Zallinger sia stato anche avviato un piano per limitare al massimo il flusso di auto in un’area che negli ultimi anni ha visto una forte crescita dei visitatori. A partire dal 2014, la proprietà dello Zallinger, con il supporto di noa*, ha coinvolto i gestori di altri 6 rifugi dell’area nella realizzazione di un unico punto di raccolta delle auto degli ospiti situato in valle. Questa struttura è in via di completamento, ma già dal 2017 gli arrivi ai rifugi avvengono solo in bus o, d’inverno, con il 'gatto delle nevi'.
L’ambiente alpino è un sistema complesso e affascinante, che va capito e rispettato. Pensiamo sia importante immaginare nuovi spazi per viverlo: ambienti a misura d'uomo, confortevoli, accoglienti, ma soprattutto unici e autentici.
(Stefan Rier)

UN PO' DI STORIA

Il Rifugio Zallinger ha oltre 160 anni. A costruirlo fu Karl von Zallinger-Stillendorf, figura di spicco dell’epoca in Alto Adige, che acquistò i terreni nel 1854 e nel 1858 aggiunse una cappella accanto al rifugio. All’epoca la zona si chiamava “Sassegg”, che significa “l’altura sul grande sasso”, con riferimento al Sassopiatto, la montagna che domina la malga. Nel 1933 Anton Schenk - futuro sindaco di Laion, piccolo comune situato all'ingresso della Val Gardena - acquista l'edifcio, che poi dona alla figlia Zita quando nel 1968 sposa Hans Schenk-Trojer. Alla morte della moglie Hans continua l'attività di imprenditore alberghiero prima da solo e, poi, a partire dal 1990 in collaborazione con la seconda moglie, Luisa Schenk, originaria di Castelrotto, famoso borgo dolomitico del comprensorio dell'Alpe di Siusi. Negli anni '90 il rifugio Zallinger viene rinnovato per venire incontro alle esigenze di una più moderna ricettività alberghiera. Quando nel 2010 Hans muore, l'eredità dello Zallinger passa nelle mani della moglie Luisa e del nipote Markus, che ancora oggi rinnovano con passione l'ospitalità dello storico rifugio altoatesino.

IL NUOVO AMPLIAMENTO

L’intervento, firmato da noa*, ha aggiunto 24 camere nei nuovi mini chalet, camere che si aggiungono 13 già disponibili nel corpo centrale del rifugio. Gli chalet sono sempre in coppia. Ogni chalet ha solo quattro camere, non collegate, a cui si accede da un corridoio di distribuzione comune. La privacy è così garantita. Dal punto di vista costruttivo, ogni unità poggia su un plateau in cemento, ed è stata realizzata con moduli prefabbricati di legno, partendo da un'ingegnerizzazione 'personalizzata' su progetto di noa*. In questo modo il cantiere ha avuto minimo impatto sull'ambiente, sia per tempo di costruzione in loco sia per trasporto dei materiali. La vocazione sostenibile del progetto si esprime anche nel fatto che la proprietà ha rinunciato alla classificazione '4 Stelle' dell'hotel per non aumentare il volume del costruito a scapito di un impatto negativo sul paesaggio: la sfida dello Zallinger è quella di offrire una ricettività di lusso attraverso la qualità degli spazi e dei servizi senza aumentare in maniera macroscopica i metri quadri di superficie. La struttura degli chalet, conferisce senso di architettura dall’esterno e dall’interno degli ambienti. Gli interni sono caratterizzati da un ambiente caldo ed accogliente richiamando, in alcune circostanze, oggetti tipici della regione. I materiali dei cuscini ad esempio, sono un classico richiamo al cacciatore, fatti di feltro e a maglia. Alcune stanze hanno un piccolo loft che può essere usato come nicchia di lettura o nel caso, per un’ulteriore ospite.

GLI SPAZI COMUNI E IL RISTORANTE

Il corpo centrale del rifugio storico è stato mantenuto ma ridisegnato completamente nel layout interno del piano terra: il nuovo progetto d'interiors ha riguardato la reception, la lobby, la lounge e il ristorante. Il ristorante e l'area lounge sono stati pensati per accogliere anche gli ospiti esterni: molto sciatori si fermano a pranzo poiché il rifugio si trova sui principali itinerari sciistici dell'Alpe di Siusi, mentre la lounge è molto apprezzata nelle ore serali. Tuttavia gli ospiti dell'hotel possono contare su un'area più riservata e familiare, che si focalizza intorno al grande camino. Tutti gli arredi da incasso sono stati progettati da noa* e personalizzati secondo lo stile e lo spazio, combinati con una raffinata scelta di mobili per completare il nuovo design. Un buon esempio si può vedere nei tavoli (di Billiani) della zona lounge che possono cambiare altezza: grazie a un meccanismo sali-e-scendi delle gambe, ci si può comodamente cenare una volta trasformati. Le pareti sono rivestite in legno: l’idea è quella di ricreare l'atmosfera di una stube - il classico locale alpino dove un tempo la famiglia si raccoglieva intorno alla stufa - ma con il segno contemporaneo dei maxi listelli lignei che dalle pareti 'salgono' anche sul soffitto senza soluzione di continuità. All'interno, sono stati posizionati dei pannelli fonoassorbenti per creare massimo comfort acustico. Punta allo stesso risultato anche la scelta di usare una pavimentazione in feltro, materiale della tradizione alpina che unisce resistenza a morbidezza. L'area bar si caratterizza per la scelta di usare un enorme tronco di abete (essenza locale) come bancone: una soluzione che riporta la presenza della natura all'interno del rifugio, la sua bellezza ma anche la sua forza primordiale e la sua complessità strutturale. Grande attenzione anche al progetto illuminotecnico, puntuale dal punto di vista funzionale e curato da quello estetico (luci di produzione dell'azienda spagnola Marset).

L’AREA WELLNESS

Sorge al posto del preesistente fienile, come edifico autonomo. Si salda a una struttura in lamiera che ospita la sauna, un ambiente di grande suggestione dal punto di vista spaziale. Si affaccia, infatti, con due ampie finestre sul paesaggio: la prima guarda verso la valle; la seconda si apre sul monte Sassopiatto, con un'inclinazione di 45 gradi (per consentire alla neve, in occasione delle abbondanti nevicate invernali, di defluire alla base dell'infisso lasciando libera la vista). Un'area relax con una piccola distribuzione di bevande calde e fredde, completa l'offerta dei servizi, aumentandone il confort.

LA CANTINA

Il disegno ricorda le vette delle montagne che s'innalzano verso il cielo: le scaffalature lignee, infatti, creano una sorta di libreria, caratterizzata da montanti inclinati e da vani allungati che accolgono le singole bottiglie di vino (la raffinata scelta delle etichette è curata personalmente dal proprietario-sommelier).

IMPIANTI E CERTIFICAZIONI

Riscaldamento e fornitura di acqua calda sono ottenuti grazie all'installazione di una caldaia a pallet, che garantisce 'impatto zero' sulla CO2 in atmosfera. Un silo interrato consente di immagazzinare il pallet durante la stagione estiva per poter poi essere consumato in inverno. Gli interni sono certificati per un totale abbattimento della concentrazione indoor di Radom. Il rifugio e i nuovi spazi hanno ottenuto il sigillo di sostenibilità ClimaHotel, la certificazione dell'Agenzia CasaClima della Provincia di Bolzano che contraddistingue le strutture ricettive capaci di promuovere uno sviluppo sostenibile sia attraverso l’integrazione delle più innovative ed ecologiche tecnologie sia con misure strategiche nella gestione.

FATTI & CIFRE

  • Tipologia: Hotel ristrutturazione e nuova costruzione
  • Cliente: Berghaus Zallinger, Luisa Schenk & Burger Markus
  • Inizio lavori: Giugno 2017
  • Lavori completati: Dicembre 2017
  • Volume: 9.608 m3
  • Superficie: 1.870 m2
  • Testo: Laura Ragazzola